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facile o difficile?

facile o difficile?

Questo è un tempo nel quale è molto utile eliminare la procrastinazione, e mi trovo adesso ad ammettere che è più facile non procrastinare che continuare a farlo. E,  andando più a fondo nell’argomento, basta già scrivere sulla procrastinazione, come sto facendo in questo momento, cioè a  scriverne un post con annessi e connessi e già questa perde potere.
D’altro canto, potrebbe essere anche difficile. Cos’è, per esempio, quello che finora mi ha smontato, è stato il fatto di stare ancora in stato  d’emergenza. La procrastinazione attinge da ciò che ci circonda. Quindi c’è da fare attenzione da cosa e da chi ci circondiamo nel quotidiano.

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Ergo mi dico che è proprio per questo stesso motivo, che devo spronarmi ad andare avanti con l’8o album, che fra l’altro sembra che si sia reinventato da sé nell’arco di questi 2 anni di questa particolare emergenza… 2 anni e più. Ma mi rifiuto comunque nel dire che la durata, oltre tempo stesso, dell’emergenza, sia stata d’aiuto… Dal mio punto di vista, consiglio di usare un approccio più pratico, dedito all’azione fisica… Per esempio cercare di non usare la macchina per tutti gli spostamenti, compresi gli stessi per la spesa, tanto per portare un esempio.

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Concludo con il dire che in questo tempo molte cose che ritenevo valide e significative, sembrano essersi svuotate da sé…

 

 

Qoelet 3 / Ecclesiastes 3

“un tempo per ogni cosa…” Qoelet 3 (Ecclesiastes 3)

“un tempo per ogni cosa…” Qoelet 3 (Ecclesiastes 3)

Questo post non è da considerarsi a livello informativo riguardo al Covid19 o CoronaVirus o qualunque sia il nome

Prendo spunto dalla citazione dalla Bibbia…

Io penso che chi non ha avuto a che fare da vicino con il virus di questi tempi, debba godersi e saper apprezzare e magari utilizzare a proprio vantaggio (ma non egoisticamente), questo tempo di #iorestoacasa

Posso capire che non è facile, per quanto sia vero, attuare quanto suddetto; siamo ancora sotto rischio, ma per favore, invece di stare a cercare il colpevole, pensando a complotti macchinosamente e inverosimilmente ingegnati da chi o cosa… Invece di vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, non è forse meglio pensare che infondo siamo tutti sullo stesso pianeta?

Certo, ma ci voleva il covid19?

Beh, vedi?

Il fatto è che la risposta è:

forse e probabilmente sì…

  • D: Chi ha creato il CoronaVirus?
    R: Tutti noi
  • D: E quando lo avremmo creato?
    R: Tutte le volte che non abbiamo ringraziato quando c’era da farlo; tutte le volte che non abbiamo chiesto scusa quando avremmo dovuto; tutte le volte che non abbiamo regalato un sorriso, un abbraccio, quando o l’uno o l’altro sarebbe stato  d’aiuto; tutte le volte che ci siamo defilati quando c’era da dare una mano, o almeno sarebbe stato sufficiente offrirla; tutte le volte che… [potete continuare nei commenti]…

Comunque sia…

Questo tempo ci è stato dato, quindi adesso prendiamocelo per tutte quelle cose di cui diciamo, pur lamentandoci [ pratica in cui possiamo addirittura “eccellere” ] “eh ma non ho tempo”, o anche di una sola di quelle cose…

quindi meditate, studiate, leggete qualche libro o scrivetelo voi stessi, ascoltate musica, tanta musica… compresa la mia naturalmente

Tutto ciò è solamente ciò che penso io in questo momento e non è informazione sul virus, ma soltanto la mia opinione a riguardo.

Se volete leggere per informarvi sulla situazione attuale del CoronaVirus, vi consiglio questo link al Ministero della Salute: Nuovo CoronaVirus.

E adesso se siete arrivati a leggere fin qui, posso anche darvi lo scoop su ciò che mi vedo stasera in TV: Austin Powers e Poirot.

Visionabili su Mediaset Play.

Poirot

Austin Powers La Spia che ci provava

Cosa mi piace all’attuale del blog

Cosa mi piace all’attuale del blog

Cosa mi piace all’attuale del blog, è già l’averlo, il sapere che già esiste mi dà già una certa motivazione nell’aggiornarlo; certo, lasciamo perdere che non scrivo così sovente come forse vorrei, ma il fatto già di entrare nel backend ed aggiornarlo dal punto vista tecnico e intendo i plugin, o la versione di wordpress, o le traduzioni, o correggere qualche errore non visto in precedenza in qualche post, mi dà già una certa soddisfazione, o comunque mi garantisce la presenza in rete, anche se da un punto di vista meno social e meno media, ma sicuramente più personale.

Ecco questa penso è la ragione d’essere del blog. Che poi io sia famoso o no, ai fini dell’esperienza blog, conta sì e no poco o niente.

Il fatto di sapere che ho un blog mi da una certa libertà di scrivere post oppure soltanto di aggiornarlo dal punto di vista tecnico nel backend come ho già detto, oppure cambiare il tema, o modificarlo qua e là aggiungendo categorie etc.

A breve comunque inizierò a registrare per il prossimo album, di cui ancora non so nulla, o comunque avrei poco da dirvi al momento in cui scrivo. Lo so avrei voluto far uscire qualcosa per Natale, ma causa riscaldamenti assenti non sono potuto andare in studio a registrare nulla.

All’attuale mi sto interessando molto ai video di youtube, a come farli, a vedere quelli già affermati, quelli famosi ed anche quelli meno, e nientepopodimenoché quelli assurdi: del tipo una ragazza che si mette delle cuffiette e studia per 6 ore in diretta live su YouTube, per poi notare che ha una marea di visualizzazioni… mah… Penso sia utile anche sapere ciò… Eh no, non sono stato neanche 5 minuti a vedere una studia per 6 ore su YouTube… Anche se devo ammettere che un certo input me lo ha trasmesso…

Per quanto riguarda la Musica, ultimamente sto ascoltando un bel po’ di sassofonisti, ma di questi e più che altro di quelli che ho iniziato a seguire su Spotify, vi parlerò in un altro post, più indicato e con categoria differente dalle presenti in questo post, il quale penso possa anche giungere così al termine…

 

realtà parallele… ? [parte 2°]

realtà parallele… ? [parte 2°]

realtà parallele… ? II parte

2014.viii.11 #1

Da un’altra parte del mondo
sto entrando ad una mostra con tanto di esposizione di tele,
musica dal vivo e qualche misteriosa scultura
situata all’entrata della stanza successiva.
Tutto il fabbricato è a forma di “R“,
situato fra il centro e la periferia nord-ovest.
Una stanza non contiene più di 2 quadri.
Poi c’è da calcolare che ogni 3 o 4 stanze
c’è il breakpoint: una stanza un po’ più larga
con musica dal vivo da una parte e angolo ristoro
alla parte opposta della stanza, i servizi sul lato dell’uscita dal breakpoint
Ah! Dimenticavo di dire che questa
particolare mostra è soltanto notturna…
23.45 / 4.45 E per quanto riguarda gli orari
c’è pochissima tolleranza in quanto il portale d’entrata
inizia a richiudersi dopo neanche 5 minuti;
mentre il numero massimo di visitatori
è fissato a 50,
che poi fra personale dell’R e visitatori
e band col proprio seguito non si arriva a 100…

Da un’altra parte del mondo
funziona così…
& torno alla descrizione del tour nella mostra…
per quanto riguarda le breakpoint
ogni settimana la direzione artistica
cambia l’esposizione e le sculture e anche la band,
& per quanto riguarda il tour
una persona non può rientrare nell’R
nella stessa settimana…
La band di questa notte è Avnia Bletford and her band
Soltanto nell’ultima stanza breakpoint
si riesce a vedere la band in carne e ossa,
Mentre per tutte le altre, mentre ascolti
ne vedi soltanto il loro ologramma…

Da un’altra parte del mondo
I vari lavori riguardo all’R
vengono svolti in 3 ore al mattino e 3 ore il pomeriggio…
La domenica il tour è chiuso poichè
durante la notte cambiano le tele, le sculture, e le scenografie per le breakpoint
Ma adesso non vi sto a raccontare tutto
a proposito dell’R
Ci vorrebbe davvero un sacco di tempo…

Da un’altra parte del mondo
una visita o più nell’R
non vi deluderà di certo…
Per quanto riguarda le tele di questa sera
sono tutte tele in formato 16:9,
e per le sculture lascio alla vostra immaginazione
dandovi soltanto qualche indizio: quasi circuiti elettrici, masse amorfe, colori lucidi, specchi, strutture ad albero, etc…

realtà parallele… ? [parte 1°]

realtà parallele… ? [parte 1°]

realtà parallele… ? parte 1°

2014.7.26

#1

Da un’altra parte del mondo…
ci dev’essere una mezza specie di festa
da qualche parte in città…
m’incammino dopo un bel caffè corto al vetro e bicchiere d’acqua…
ho riposato poco, ma mi porto i sogni appresso…
come una fonte dalla quale attingere info varie…
e ho già attraversato il primo ponte a piedi…
la strada ancora bagnata,
sbrilluccica riflettendo creativamente
la luce di vecchi lampioni stile vittoriano
ma forse più semplicemente steampunk…
davanti, a pochi passi ho già l’altro ponte pedonale…
mi accendo un po’ di tabacco, rollato in precedenza,
e riprendo a camminare
pressappoco incurante delle voci…

#2

Rallento il passo, per godermi
di più il tabacco & il ponte…
non ho mai visitato questo posto…
& adesso che ci penso
non so nemmeno quando e come ci sono arrivato…
comunque sia adesso mi trovo qui,
mentre discendo il secondo ponte,
da un’altra parte del mondo…
sento varie musiche
la festa dev’essere a qualche isolato da dove mi trovo adesso…
ho appena attraversato il secondo ponte,
procedo sempre a passo lento, ma sicuro,
come se fossi del posto…
dopo il ponte vado a sinistra,
mentre dall’altra parte della strada
un paio di viottoli si diramano verso destra…
scelgo di percorrere il più affollato…

#3

Una ventina di passi e
5 ragazze con strumenti a corda
stanno suonando una bellissima musica…
la fermata è d’obbligo…
le 2 viole intrecciano un po’ le linee dei bassi,
una chitarra accompagna ritmicamente
con bassi e svariati intervalli,
un violino esegue una melodia variabile a ogni giro,
anche se non è proprio corretto affermare
l’esistenza di un giro armonico dato
in ciò che stanno suonando,
l’altro violino sorvola il tutto
dentro e fuori al prodotto degli altri strumenti…
ci sono soltanto io là fermo ad ascoltare,
altre persone passano, sostando pochi secondi e,
per qualche motivo o anche no, riprendono a camminare…
sarò stato là un 3/4 d’ora
ad ascoltare le 5 ragazze suonare
quella bellissima musica…

#4

M’incammino di nuovo,
ma ancora attento alla performance in corso…
dopo qualche passo
le 5 smettono di suonare,
faccio qualche passo e mi volto,
stanno bevendo da una dama di 3 o 4 litri
ricoperta di carta argentata isolante
probabilmente per mantenere segreto (?)
ma più che altro fresco il contenuto…
& da un’altra parte del mondo
m’incammino nuovamente
verso l’interno del viottolo…
dopo aver percorso una leggera curva,
con le musiche
delle quali già si percepiscono
i loro differenti ritmi e arrangiamenti,
a una trentina di passi scorgo l’edificio
dove è in corso la festa…
a quel punto, mi fermo,
mi rotolo del tabacco nella cartina,
chiudo, accendo, aspiro la seconda tirata,
e riprendo a camminare nel senso opposto,
torno ad ascoltare le 5 ragazze coi strumenti a corda…

heat wave

estate…

heat waveè senz’altro uno di quei pomeriggi estivi che, se appena uscito dalla doccia non fai altro che continuare a grondare acqua e sudore per altri 10 minuti buoni, naturalmente senza cronometrare… L’unica cosa di cui ti prendi pena è lasciare aperta la finestra e la porta del bagno e aprire le finestre della camera per creare un po’ di corrente… Corrente di cui godrai per pochi secondi quelle mezze timide ventate di fresco che entrano con la minima frequenza, un “fresco” che definiresti addirittura virtuale

Di sottofondo mi sono messo il mio nuovo album che ancora deve uscire… Ma questa è un’altra storia, di cui ho già accennato al primo post

Mi fumo un po’ di tabacco…

Tuttavia sembra il momento ideale per scrivere un post… ma su cosa ?

Nello scrivere i movimenti sono soltanto delle dita e delle braccia; perché per il resto per goderti l’aria fresca devi stare immobile o quasi…

Forse meglio leggere un libro, può venirti in mente di chiederti ciò…

Ma poi continui a scrivere, che è come un obbligo, un lavoro…

Nel mentre che scrivo, tutto il mondo fuori è indaffarato a lavoro o chi altri al mare altri a dormire per via del fuso orario e altri chissà dove…

Scrivo e anche penso che l’estate è senz’altro una bella stagione e tutto quello che vuoi, ma sono anni ormai che preferisco la primavera [? ma… c’è stata quest’anno ?] e un po’ d’autunno anche…

Vado a dare un’occhiata ai nuovi followers su twitter, mi soffermo su Karen Lane, e la followo a mia volta…

Poi apro facebook e subito ricondivido questa immagine Schermata 2013-07-25 alle 5.30.14 PM

che ci sta tutta, poiché è là che adesso sono diretto…

Poi visto che mi sono “rinfrescatoabbastanza, che ovviamente è soltanto un modo di dire… chiudo qui il post, finisco di vestirmi e probabilmente uscirò un po’ …

odissea di 40 minuti o giù di lì

Ci sono dei momenti che se sei solito/a fumare sigarette, preferiresti non aver mai iniziato…

Scrivo in piedi sul moleskine [e i moleskine che costano più di 10 euro ? Almeno l’anno scorso il prezzo era quello, fortunatamente però questo su cui sto scrivendo è ancora lo stesso comprato a settembre 2011…]. Mi trovo in una qualche downtown a sé stante, al centro. Sono arrivato che erano le 11 e 20 e adesso mentre scrivo sarà un’oretta dopo o poco più… All’inizio trovo un bar seminterrato nell’orientale. Cappuccino e cornetto [il cornetto soltanto semplice; “senza niente dentro” specifico a voce alla cassa]. Esco dopo aver preso le informazioni su dove posso trovare un tabacchi aperto. Se fumi e hai il tabacco, i filtri, ma non le cartine piccole equivale a dire che non puoi fumare… E così m’avvio sotto un bel sole che si sta facendo molto sentire in questa fine estate… Stimando un 10 minuti o 1/4 al massimo, svolto per un lungo viale a sinistra, scegliendo il marciapiedi di destra che è all’ombra di palazzi con sotto una marea di negozi chiusi e librerie chiuse altrettanto… Di aperto sul viale trovi qualche bar senza i tabacchi, 2 o 3 fotocopierìe aperte, e qualche locale in cui prendersi qualcosa da mangiare… In tutto il viale si possono contare circa 10 persone, ma forse ho esagerato, a piedi… Proseguo lungo viale quasi desolazione, arrivo a uno slargo con un bel po’ di vie e prendo ancora la prima a sinistra, finché fermo un signore sulla 50ina-60ina chiedendo notizie di un qualsiasi tabacchi aperto. Mi dice che pur non essendo impossibile è comunque ardua, che non sono queste le sue parole, ma è ciò che intendo io mentre attraverso il viale per andare verso destra dove mi ha indicato quel signore… E anche qui è quasi desolazione, altra downtown dentro la downtown di prima, dentro la città… Finisco di percorrere la breve via quasi desolazione 2, un solo bar aperto, no tabacchi… svolto la prima destra, poco più avanti un incrocio, una chiesa, aperta. Entro nella chiesa, molto bella dentro, silenziosamente, prego brevemente, nessun prete, ma ciò fa parte di un sondaggio personale che ogni tanto faccio… Esco dalla chiesa e decido insindacabilmente che il tabacchi deve trovarsi dalle parti del primo viale quasi desolazione percorso. Quindi mi dirigo proseguendo avanti, senza bisogno di tornare indietro tanto poco più avanti c’è lo slargo slargo di prima… Ripercorro la parte assolata per circa 1/4 di quasi desolazione vedo uno snack bar aperto ed entro, non per chiedere se ha i tabacchi, ma soltanto penso che il titolare di questo bar ha l’info che sto cercando da mezz’ora o giù di lì; “Si trova qui dietro. Esce va a destra e poi di nuovo a destra”. Evviva, vado compro 10 luckies per sicurezza [mah, questa della sicurezza me la potevo risparmiare] e le cartine piccole per il g.v. absolute e mi incammino nuovo verso il punto di partenza.

Una cronaca in sé, nuda e cruda, senza ricami, e senza scene da film, nessun incontro speciale, nessun aneddoto in particolare, ma semplicemente il riportare la sequenza reale di una camminata sotto un bel sole cocente per comprare un pacchetto di cartine piccole per rotolarci il tabacco …

un anno fa… scrivevo…

diario 2012822

#1

e poi a volte ci si trova in posti che il tempo stesso si dimentica di continuare a scorrere, o a farlo in maniera regolare.
e con tutte le variabili del caso, le varianti delle circostanze,
ti sembra di essere sulla banchina ad ascoltare il motore dell’ultima nave del giorno in partenza.
e ci si può trovare a scrivere, mentre l’estate scema alle porte del campionato di calcio, neanche fosse un diritto e insieme un dovere.
mentre gli alberi si fanno un tutt’uno con la loro stessa ombra.
mentre più lontano si possono ancora vedere i bagliori del tramonto. lo stesso tramonto che dall’altra parte del mondo stanno chiamando alba ed è già il giorno dopo…

//

diario 2012823

#2

il giorno dopo sembra quasi essere lo stesso ieri
uno ieri un po’ più particolareggiato. in parte dal frastuono che può scaturire da una dopotutto allegra famigliola che sembra prendere proprietà di metà dell’androne di fuori. in parte dal camminare lentamente sul percorso dei sedentari.
fino allo sguardo nel vuoto della condannata ad andare a prendere i caffè, nessuno dei 2 è per lei, ma anime come questa possono prenderselo anche direttamente lì alla macchinetta. però, fortunata anche, senza anello.
e il giorno dopo sembra essere l’estensione dello stesso ieri;
qualcosa in meno, qualcosa in più, negli stessi precisi istanti

è già difficile trovare un posto dove leggere un libro,
figurati per scrivere.
e scrivere che cosa
se non gli immensi colori di una manciata di immagini,
magari in attesa che finiscano
le stridenti voci di fine estate
tanto, giusto il tempo che ricomincino le partite
con conseguente nausea di infinità di trasmissioni con calciologhi che spuntano fuori come i funghi.
nell’attesa della normalità.
di ritirare fuori le felpe, ma c’è ancora tempo.
probabilmente pioverà, per rinfrescare un po’,
stavolta per davvero

steli di rose / petali in riva al mare

steli di rose
petali in riva al mare
ormai divorati dalle nuvole…
trapianti di luna
per il grigiore di certi giorni…
tramonti disillusi…
rumori dell’acqua…
umori mascherati…
tumori di parole,
quelle troppo televisive
di vittorie e rovine
mentre il sole
da un’altra parte del mondo
va a sorgere
laddove rose non vengono colte …
steli di rose
petali in riva alle strade di città senza festa
senza sosta …